Goodbye, Ray

È morto Ray Bradbury, ma questo lo sapete già. Qui c’è l’articolo che ho scritto su di lui per «Avvenire», un obituary nel quale ho ripreso un po’ delle idee già espresse in un profilo dell’autore uscito nel 1999 sulla compianta rivista «Letture» (in rete ne sopravvive un estratto). Capolavori a parte, il titolo di Bradbury a cui sono più legato è Verdi ombre, balena bianca, che Fazi pubblicò in italiano su mio suggerimento. È la storia di uno scrittore poco più che trentenne, che si ritrova in Irlanda alla corte di John Huston con l’incarico di realizzare una sceneggiatura da Moby Dick, romanzo leggendario che fino a quel momento il giovanotto non ha neppure letto… L’Isola di Smeraldo, un pezzo della vita di Bradbury, l’impossibilità di catturare la Balena, il fascino del cinema, la meschinità del mondo: un libro bellissimo, secondo me. Se mai vi capitasse di leggerlo, saltate pure la postfazione.

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