“Dopo il miracolo” vince il premio Frignano

La giuria composta da Michelina Borsari, Franca Baldelli, Roberto Barbolini, Alberto Bertoni, Stefano Calabrese e Giuseppe Pederiali ha assegnato a Dopo il  miracolo il premio letterario Frignano. Con questa motivazione:

Il romanzo di Alessandro Zaccuri ha il coraggio d’interrogarsi su un tema che a molti oggi potrebbe apparire desueto: la natura del miracolo, il suo significato e la possibilità che esso si verifichi nella nostra epoca desacralizzata. Di qui il salutare  potere di scandalo d’un testo che – ben lontano dal restare imprigionato in dispute teologiche di sapore manicheo – riesce a trattare un argomento “forte” senza rinunciare ai sapienti meccanismi d’una trama ben costruita, in un linguaggio colto ma leggibile, pienamente aderente al mondo in cui la storia è ambientata: l’Appennino tra Piacenza e Parma dove ha sede il fantomatico seminario della Vrezza. Attorno ad esso ruotano e s’intrecciano la vicenda di don Alberto, teologo scettico ritenuto autore d’un miracolo al quale non crede, e quelle della cattolicissima famiglia Defanti , dopo che un figlio seminarista s’è suicidato impiccandosi.  Siamo alla metà degli anni Ottanta, Giovanni Paolo II è papa da poco: la provincia cattolica descritta da Zaccuri ci appare quasi un mondo esotico; la sua scelta di raccontarlo, sicuramente non banale.  Chesterton diceva che ciò che chiamiamo «morale» può rivelarsi la più tenebrosa delle congiure. E Zaccuri, per fortuna, lo tiene ben presente.

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