Pixar, la paura e la letteratura

kinopoisk.ruArriva al cinema Monsters University e già il sito ufficiale, che mima aspetto e funzioni di un portale accademico, è un piccolo capolavoro di ironia narrativa. Ho provato a sostenere l’importanza della produzione Pixar in un saggio apparso in Ripartire da zero. Televisione e culture del decennio («Link/Mono», 2010), che potete leggere qui in pdf. Il nuovo film – che, com’è noto, rappresenta il prequel dell’ormai classico Monsters & Co. – in parte conferma e in parte smentisce la tesi che cercavo di sostenere in quell’intervento.

La smentisce, perché nella trama di Monsters University i libri ci sono eccome, anche se svolgono una funzione abbastanza ambigua (coerentemente al famoso apologo zen, il monocolo Mike Wazowski deve prima leggerli tutti, e poi dimenticarli). E la conferma, perché le ascendenze letterarie del racconto sono più evidenti che mai. La porta che i mostri usano per entrare nel mondo degli umani è davvero una soglia, non un semplice complemento di arredo. È la stessa porta che appare all’inizio del Dottor Jekyll e Mister Hyde di Stevenson, giusto per citare un caposaldo di quella narrazione del doppio che riveste un ruolo tanto decisivo nella costruzione dell’universo Pixar.

Anche il tema dello spavento, sia pure declinato con la dovuta disinvoltura, è indagato in una prospettiva tutt’altro che ingenua: la letteratura, in ultima analisi, non è altro che una continua negoziazione, più o meno sofisticata, con la paura che contraddistingue la nostra condizione di essere umani. Non scriveremmo né leggeremmo poesie, se non avvertissimo su di noi l’incombere di un’oscura minaccia e se, di conseguenza, non fossimo convinti che la bellezza è la via per cui la salvezza entra nella nostra vita.

Dopo di che, sia chiaro che Monsters University è anzitutto un film spassoso, deliziosamente adatto a tutta la famiglia e addirittura irresistibile per quei genitori che, avendo visto Monsters & Co. a fianco dei figli bambini, hanno la conferma che spaventare un adolescente è impresa impossibile perfino per il secchionissimo Mike Wazowski e per il suo peloso compare J.P. Sullivan.

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