Il censimento di Betlemme

Pieter_Brueghel_de_Jonge_-_Volkstelling_te_Bethlehem,_1605-1610Il censimento non è uno dei soggetti natalizi più frequenti, eppure è da lì che tutto prende inizio. Giuseppe deve farsi registrare nella città di cui la sua famiglia è originaria e per farlo porta con sé, fino a Betlemme, la sua nuova famiglia. Maria, che porta in grembo il piccolo Gesù. L’asino, che porta in groppa Maria. E il bue, già che ci siamo. Non basta, perché Giuseppe si porta addosso anche la sua arte di carpentiere e gli strumenti necessari per esercitarla. Porta sulla spalla la sega, che vista da lontano potrebbe anche sembrare una spada. Come sarebbe giusto, del resto, per un discendente di re.

Portare, sopportare. Sono i verbi che più caratterizzano questa immagine. Giuseppe e Maria si dirigono verso lo sportello dove si svolge il censimento. Dovranno sopportare la calca, il chiasso, le incomprensioni e i fastidi che l’incontro con la burocrazia sempre provoca. Sono quasi arrivati, la parte più pericolosa del viaggio sembra ormai superata. Hanno perfino attraversato il fiume ghiacciato, che evidentemente ha sopportato il loro peso. Ancora pochi passi ed è fatta, poi basterà trovare un riparo per la notte. Tutto deve ancora incominciare, invece. La loro sopportazione non è ancora stata messa alla prova, ma Giuseppe e Maria non possono saperlo. Gustano il momento dell’arrivo, che nasconde sempre un sospetto di amarezza, perché ogni viaggio – anche se lungo, anche se pericoloso – è un tempo sospeso, che nulla può riempire. Solo la strada, solo il cammino, solo l’andare. Arrivano a Betlemme, respirano quell’aria di ghiaccio. La storia della salvezza si ferma per un momento con loro, per loro riprende fiato. Poi, questa notte, tutto cambierà. Questa notte nascerà Colui che porta i peccati del mondo, il Bambino che tutto sopporta, il Figlio che ancora ci rende uomini.

[Il censimento di Betlemme è un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio, conservato presso i Musées royaux des beaux-arts de Belgique, a Bruxelles. Alla Colleción de Arte Amalia Lacroze De Fortabat di Buenos Aires si trova invece una copia, come al solito fedelissima, eseguita dal figlio dell’artista, Pieter Bruegel il Giovane. È l’immagine riprodotta qui sopra e l’ho scelta per almeno tre motivi: è la più nitida tra quelle che ho trovato in rete, è quella che ho visto di persona ed è la più vicina al tema, che mi è molto caro, del rapporto tra padri e figli. Buon Natale a tutti]

 

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