Citazioni pericolose

In questo saggio, pubblicato da Fazi nel 2000, ho cercato di esplorare un fenomeno che in quel periodo mi sembrava abbastanza evidente: film come Il silenzio degli innocenti e Seven, ma anche telefilm come Millennium e molti testi della narrativa popolare (tra cui alcuni romanzi di Stephen King) stavano trasformando la nostra percezione della letteratura, presentandola come una disciplina “altra”, forse esoterica ed eventualmente minacciosa. Era un nuovo genere di critica non dichiarata, che si esprimeva in maniera obliqua e spuria, dimostrandosi però straordinariamente efficace. Beniamino Placido su «Repubblica» parlò  di un’analisi «persuasiva, perché ampiamente documentata», altre recensioni si trovano nel sito dell’editore. Il libro ebbe una menzione all’Efebo d’Oro, il premio che dal 1979 ad Agrigento si occupa del rapporto fra letteratura e cinema. Il mio capitolo preferito – per quel che vale – è la lettura di Titanic di James Cameron alla luce di Doctor Faustus di Thomas Mann.

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