Infinita notte

Il primo abbozzo, pubblicato dalla rivista «Lo Straniero» con il titolo forse un po’ ingenuo di “Sanremo Collateral”, risale al 2005, anno in cui mi capitò di seguire il Festival come giornalista. Nelle mie intenzioni, Infinita notte è il rovescio (non la negazione) del Signor figlio: così come Leopardi non si salva per aver realizzato l’Opera da cui è ossessionato, allo stesso modo nessuno dei personaggi di questo romanzo si salva per aver ottenuto il successo nell’impresa che sta tentando. Certo, qui al posto delle citazioni dallo Zibaldone ci sono i materiali vili della cultura pop, ma l’orizzonte è esattamente quello che avevo cercato di esplorare con In terra sconsacrata. Il libro, edito da Mondadori nel 2009, deluse qualcuno, ma un anno più tardi il corrispondente italiano di «Le Monde» se ne servì per spiegare ai suoi lettori che cos’è il Festival di Sanremo. Pas mal.

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